domenica 30 gennaio 2011

CONFUSO E FELICE

"...preferisco invece proseguire una riflessione sulle problematiche, proponendo quelle che, a mio modesto modo di vedere, possono essere le soluzioni (...) Per ciò che attiene l’assetto urbanistico, ed in considerazione dello stato di forte crisi in cui versa il settore edilizio locale, nel condividere l’azione intrapresa dall’Amministrazione uscente allo scopo di dotare Latiano di un PUG, riteniamo necessario approvare, nelle more dell’adozione di tale documento, piani di lottizzazione che interessino zone di completamento come “mulini a vento”, Biondo, Smargiasso e via Salento..."

E' con queste parole che, il 23 gennaio 2010 (quindi poco più di un anno fa), l'allora candidato Gabriele Argentieri proponeva di attuare dei piani di lottizzazione che, a SUO DIRE, avrebbero rilanciato il settore edilizio e l'economia locale (chi dovrebbe avere dei dubbi sulla veridicità di questa mia citazione non deve far altro che cliccare qui: avrà modo di visualizzare il blog di Argentieri e nello specifico il post ove il medesimo pone queste riflessioni ai cittadini).
Ciò che emerge dalla lettura di quelle righe è chiaro, Argentieri giudicava positivi i piani di lottizzazione
Ciò che invece risulta poco chiaro è il motivo per il quale lo stesso Argentieri, oggi, la pensi diversamente, giungendo quasi a demonizzare un'eventuale lottizzazione, pianificata peraltro in una di quelle zone di completamento che proprio lui indicava. Perché ora ha cambiato idea?

Il consigliere Argentieri nel recente passato ha già dato  prova di non riuscire ad assumere delle posizioni chiare. Ricordo, ad esempio, che al consiglio comunale di novembre 2010 proprio Argentieri fu autore di un lungo intervento nel quale si diceva favorevole all'istituzione dell'azienda speciale (poiché ritenuto un valido progetto per la tutela delle classi deboli), affermando che si sarebbe astenuto al momento del voto solo perché avrebbe desiderato un maggior coinvolgimento del suo partito nella stesura del progetto; insomma la sua fu una sorta di "astensione positiva": non solo condivideva il progetto, ma anzi avrebbe voluto contribuire a renderlo migliore. Tuttavia, pochi giorni dopo, lo stesso Argentieri fu firmatario di una mozione che chiedeva l'annullamento della delibera sull'azienda speciale (quindi anche  l'annullamento di quella sua astensione positiva di cui parlavo prima), per poi addirittura assumere - al consiglio comunale successivo - una posizione completamente contrapposta a quella avuta soli 20 giorni prima (per la verifica di queste mie affermazioni, vi invito ad ascoltare la registrazione dei consigli comunali in questione sul sito di Idea Radio nel Mondo, alle sezione Idea TV - Latiano TV).

Personalmente credo che disporre di una apertura mentale tale da consentire di modificare in parte il proprio pensiero possa essere una qualità. 
Tuttavia penso anche che, sebbene solo lo stolto non cambi mai idea, chi la cambia troppo spesso non dimostra certo di essere un genio. 

A questo punto - qualora venga portato al prossimo consiglio comunale un piano di lottizzazione - mi aspetto che il consigliere Argentieri esprima un voto favorevole, sempre ammesso che ci tenga a  dimostrare coerenza con quelli che i fatti dimostrano essere i SUOI pensieri e le SUE idee. Diversamente finirà con l'evidenziare, ancora una volta, una confusione che assolutamente non può e non deve appartenere ad un consigliere così suffragato

Vorrei concludere con una riflessione. Far parte di un partito, o di un gruppo consiliare, comporta il dover rinunciare alle proprie idee? Obbliga forse a dover smettere di credere ai propri pensieri, per rispondere positivamente a quelle fredde trame di partito, che magari nel proprio intimo nemmeno si condividono? 

Le risposte a queste domande sono indubbiamente pericolose; e forse è proprio per queste risposte che tante, troppe, persone stanno perdendo fiducia nei partiti.

Personalmente spero nella nascita di una politica nuova, che parta dal basso e si adoperi affinché ci renda liberi da quelle logiche di partito che ormai non rappresentano più nessuno, ...e che di logico hanno ben poco.

Una confidenza; è anche per questo che, quando qualcuno mi chiede "tu che partito rappresenti?" io orgoglioso rispondo "nessuno. cerco, nel mio piccolo, di rappresentare la gente comune..."

Daniele